IL RIFUGIO E’ APERTO TUTTO L’ANNO NEI FINE SETTIMANA, ED INOLTRE TUTTI I GIORNI DURANTE L’ESTATE.

Al rifugio i cellulari hanno poco campo: funziona abbastanza bene Tim, un po’ Vodafone e Poste Mobile, quasi per nulla Wind e La3. Per telefonare bisogna posizionarsi all’aperto, sui tavoli di fronte al rifugio. La connessione wi-fi è debole, può essere utilizzata al bisogno per i pagamenti elettronici ma non sempre funziona. Per chiamare a casa vi daremo volentieri il telefono!

Il rifugio Grassi, di proprietà della SEL di Lecco, si trova di per sé in una posizione felice, in una conca esposta a sud, questo fa sì che anche d’ inverno, nelle giornate serene e senza vento, si possa stare comodamente seduti davanti al rifugio ad abbronzarsi e godere del sole e della tranquillità.

Il rifugio è dotato di acqua corrente per circa metà dell’anno (d’inverno la sorgente gela), abbiamo un bagno interno (con acqua fredda) e un impianto fotovoltaico che consente di illuminare tutte le camere e le due sale da pranzo, nonché di ricaricare i cellulari e alimentare la lavastoviglie. Durante l’estate siamo in grado di offrire agli ospiti un servizio di doccia calda (al costo di 5 euro) e un bagno aggiuntivo esterno. Le camere sono molto semplici, con pareti e letti di legno, il bagno è in comune. Disponiamo di quattro camerette e una camerata comune. Le camere non sono riscaldate d’inverno, ma sono leggermente intiepidite dal calore che filtra dalle stufe nelle sale sottostanti. Sui letti ci sono il lenzuolo da sotto e la federa (non vengono cambiate ad ogni uso), e le coperte di lana o il piumino pesante. E’ vietato portare fuori sul prato le coperte, perché non abbiamo la possibilità di lavarle spesso. Si consiglia l’uso del sacco lenzuolo. In rifugio sono disponibili le pantofole per gli ospiti.

LA TUA ESPERIENZA DI SOGGIORNO ALLA GRASSI

Caro ospite… quando arriverai, più o meno affaticato, il rifugio Grassi ti apparirà esattamente per quello che è: un bel luogo di sosta e ristoro, che è qui da circa 100 anni. Accomodati, qui ogni escursionista può sentirsi a casa. Respira l’aria buona della montagna. Assapora l’atmosfera di questo luogo con una storia antica, storia di pascoli, di miniere, di montanari e di viandanti. Goditi il sole, se c’è, o riparati dal vento, dalla pioggia o dalla neve. Bevi un sorso d’acqua alla fontanella sul retro, e, come San Francesco, ringrazia il buon Dio “per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”.

Se ti fermi per pranzare, o anche solo per un the e una torta, pensa che, pur facendo noi del nostro meglio, non siamo però un ristorante. Il menù è pensato per essere sano, nutriente e relativamente economico, mentre la scelta potrebbe non essere così ampia e il servizio sarà alla buona, “da rifugio”.

Se arrivi per la cena, accomodati pure in sala da pranzo, che è l’unico ambiente ben riscaldato del rifugio. Di solito ti verrà offerto del the caldo. La cena prevede un menù fisso, se hai esigenze alimentari è meglio dirlo alla prenotazione o all’arrivo in rifugio.

Se ti fermi per dormire, goditi il silenzio serale, il cielo stellato oppure il ruggito del vento contro i vecchi muri della Grassi. Le camere sono piccole e i letti sono a castello, magari un po’ scomodi. Ovviamente non c’è il bagno in camera, ma siamo convinti che questa ed altre rinunce più che togliere aggiungeranno qualcosa alla tua esperienza. Le camere d’inverno sono riscaldate solo dal calore che filtra dalle sottostanti sale da pranzo. Se ne abbiamo ti daremo una borsa di acqua calda per scaldare il letto.

La colazione è servita tra le 7.15 e le 8.30 (se vuoi far colazione presto chiedi pure, ti lasceremo i thermos sul tavolo) e prevede: pane (di solito fatto da noi), burro e marmellata (perlopiù fatta in casa), biscotti e fette biscottate, succo di frutta e the, caffè o caffelatte. Se preferisci mangiare formaggio, mela o cereali chiedi pure. Se vuoi una fetta delle nostre torte, ti verrà addebitato un costo extra di 4 euro.

La doccia calda si trova in un fabbricato esterno, perciò è disponibile solo d’estate, e ha un costo relativamente alto di 5 euro. Questo è dovuto al fatto che non siamo allacciati all’acquedotto, ma ricaviamo acqua da una sorgente e la manutenzione periodica e le analisi obbligatorie costituiscono un onere gravoso, per non parlare del trasporto in elicottero delle bombole di gas che servono a scaldare l’acqua.

Per lo stesso motivo (oneri di smaltimento) troverai ovunque cartelli che ti chiedono di non lasciare immondizia in rifugio, e di non buttare assorbenti e salviettine umidificate nel water. La fossa biologica con subirrigazione funziona bene quando non è intasata da immondizie varie. Lo svuotamento, ogni anno, prevede che i reflui vengano portati a valle (ovviamente in elicottero) e conferiti al depuratore tramite una ditta autorizzata. Questo prevede la legge e questo noi facciamo. Il resto è compito tuo: usa un sacchetto per portare a valle i rifiuti, tra cui assorbenti e salviettine. Le piante, gli animali e l’ecosistema di quassù te ne saranno grati.

Il posto in cui ti trovi ha una storia millenaria (come alpeggio e sito minerario) e , come rifugio, ha pur sempre una storia di 100 anni: la Grassi infatti è stata costruita nel 1921. In apparenza puoi pensare che un rifugio somigli ad un ristorante o a una trattoria, o a un piccolo albergo di montagna… e anche noi cerchiamo di darci da fare, in cucina e non solo. Tuttavia un rifugio, e in particolare un rifugio isolato e raggiungibile solo a piedi come la Grassi, ha molti limiti rispetto a qualunque altra struttura di accoglienza. Acqua luce e gas sono disponibili in quantità limitata e vanno utilizzati con attenzione. Gli orari dei servizi potrebbero essere rigidi rispetto a una trattoria. Alcuni prodotti o servizi non saranno sempre disponibili, a causa dei trasporti difficili e onerosi.

Prova a chiederti: se tutti i nostri ospiti volessero fare una lunga doccia calda dove mai troveremmo l’acqua necessaria? E quante bombole del gas (e tiri di elicottero per il trasporto) servirebbero? E se nessuno spegne le luci delle camere, quanto dureranno le batterie che forniscono la corrente di sera e di notte? La connsessione wi-fi è debole, e non regge più di un dispositivo, si utilizza solo per i pagamenti elettronici e qualche mail o whatsapp. Del resto, c’è davvero bisogno di guardare facebook anche in rifugio? Se non troverai il cestino per i rifiuti non è per negligenza, ma perché anche noi raggiungiamo il rifugio solamente a piedi, e i rifiuti li portiamo giù nello zaino! Se la fontana è chiusa, non è perché vogliamo ad ogni costo vendere acqua di bottiglia o negare ai bambini la gioia di giocare con l’acqua, ma perché i tubi sono ghiacciati (a inizio o fine stagione) o magari perché l’acqua scarseggia e non possiamo sprecarla in quel momento.

Ti chiediamo di apprezzare questo nostro essere fuori dal mondo, anche se ti costerà qualche perplessità e lo sforzo di adattarti a una realtà a cui non sei abituato. Siamo certi che la meraviglia di un’alba o di un tramonto dalla Grassi, magari sul pascolo innevato, ti ripagheranno di ogni rinuncia.

UN PO’ DI STORIA…

Il rifugio Grassi ha quasi 100 anni. La sua prima inaugurazione risale infatti al 31 luglio 1921. La costruzione originaria (molto simile a quella attuale!) era un edificio di 60 metri quadri, costruito in ricordo dei soci SEL caduti durante la Grande Guerra. L’inaugurazione fu festeggiata da svariate autorità, e per l’occasione le ferrovie concessero sconti speciali sulle linee di Milano, Bergamo, Sondrio per il viaggio verso Lecco. Il rifugio fu distrutto il 19 ottobre 1944, durante un rastrellamento tedesco. In quell’anno tutte le baite, rifugi e alpeggi della zona vennero distrutti e incendiati per sottrarre ai partigiani le loro basi d’appoggio. La Grassi fu subito ricostruita (tra il 1945 e il 1946), e la struttura, da allora, è rimasta quasi identica, salvo qualche ampliamento e la costruzione di magazzini e bagni esterni.

La  sala da pranzo, con le soprastanti camerette, è del 1960, mentre la cucina, spaziosa, luminosa e molto funzionale, è stata aggiunta sul lato nord del rifugio nel 1998 dall’allora rifugista Buzzoni Mauro. La cucina della Grassi, così ampia, luminosa e ben organizzata, costituisce una rarità per un rifugio ed è un vero “lusso” per noi che ci lavoriamo.

Nel 2012, tramite bando regionale e fondi SEL sono stati parzialmente sostituiti i serramenti, con successivo intervento anche sugli antoni esterni.

Nel 2014 noi rifugisti abbiamo curato la realizzazione di un grosso impianto fotovoltaico, della potenza di 4,5 kw e del valore di 47.470 euro (impianto fotovoltaico + inverter e batterie + rifacimento completo dell’impianto elettrico), finanziati per il 45% dal Ministero degli Affari Economici, in parte dalla SEL, e per la restante parte da noi. Con l’occasione anche l’impianto elettrico è stato rifatto, per metterlo a norma di legge. Per proteggere l’impianto fotovoltaico e le persone eventualmente presenti nel rifugio dal rischio di fulminazione sono stati eseguiti diversi interventi. Purtroppo alcuni di questi (intervento del 2011 e poi del 2016) risentivano di una progettazione obsoleta e di una realizzazione poco curata, che ha costretto noi rifugisti a un nuovo intervento radicale per l’installazione di un sistema parafulmine adeguato, a tutela della nostra e altrui sicurezza. Questo è stato finalmente realizzato nel 2018, quasi interamente finanziato da noi.

L’estate 2021 ha visto la realizzazione di parecchi interventi (rifacimento / certificazione delle canne fumarie, miglioramento della fognatura, sostituzione dei lucernari sul tetto, posa del rivestimento di legno nelle camere, sostituzione delle batterie e rifacimento della porta d’ingresso) grazie ad un finanziamento all’80 % di Regione Lombardia, ad un intervento economico Sel per il restante 20% della spesa, e al lavoro gratuito di Amos. Durante l’estate 2023 abbiamo sostituito i tavoli esterni, grazie al contributo economico della SEL.