Foto panoramica del rifugio Grassi
IL RIFUGIO E’ APERTO TUTTO L’ANNO NEI FINE SETTIMANA, ED INOLTRE TUTTI I GIORNI DURANTE L’ESTATE.

Al rifugio i cellulari hanno poco campo: funziona abbastanza bene Tim, un po’ Vodafone e Poste Mobile, quasi per nulla Wind e La3. Per telefonare bisogna posizionarsi all’aperto, sui tavoli di fronte al rifugio.

Il rifugio Grassi (di proprietà della SEL di Lecco) si trova di per sè in una posizione felice, in una conca esposta a sud, questo fa sì che anche d’ inverno, nelle giornate serene e senza vento, si possa stare comodamente seduti davanti al rifugio ad abbronzarsi e godere del tepore e della tranquillità.

Il rifugio è dotato di acqua corrente tutto l’anno (salvo gelate impreviste e inverni particolari…), di un bagno interno e di un impianto fotovoltaico che consente di illuminare tutte le camere e le due sale da pranzo, nonchè di ricaricare i cellulari e gli apparecchi elettrici. Durante l’estate siamo in grado di offrire agli ospiti un servizio di doccia calda e un bagno aggiuntivo esterno. Le camere sono semplici e confortevoli, disponiamo di quattro camerette (dotate di piumini per l’inverno) e una camerata comune (con coperte di lana). Sui letti ci sono il lenzuolo da sotto e la federa (non vengono cambiate ad ogni uso), e le coperte di lana o il piumino pesante. Si consiglia l’uso del sacco lenzuolo. In rifugio sono disponibili le pantofole per gli ospiti.

UN PO’ DI STORIA…

Il rifugio Grassi ha quasi 100 anni. La sua prima inaugurazione risale infatti al 31 luglio 1921. La costruzione originaria (molto simile a quella attuale!) era un edificio di 60 metri quadri, costruito in ricordo dei soci SEL caduti durante la Grande Guerra. L’inaugurazione fu festeggiata da svariate autorità, e per l’occasione le ferrovie concessero sconti speciali sulle linee di Milano, Bergamo, Sondrio per il viaggio verso Lecco. Il rifugio fu distrutto il 19 ottobre 1944, durante un rastrellamento tedesco. In quell’anno tutte le baite, rifugi e alpeggi della zona vennero distrutti e incendiati per sottrarre ai partigiani le loro basi d’appoggio. La grassi fu subito ricostruita (tra il 1945 e il 1946), e la struttura, da allora, è rimasta quasi identica, salvo qualche ampliamento. La  sala da pranzo, con le soprastanti camerette, è del 1960, mentre la cucina, spaziosa, luminosa e molto funzionale, è stata aggiunta sul lato nord del rifugio nel 1998 dall’allora rifugista Buzzoni Mauro. La cucina della Grassi, così ampia e ben organizzata, costituisce una rarità per un rifugio ed è un vero “lusso” per noi che ci lavoriamo.

Nel 2014 il rifugista Amos Locatelli ha curato la realizzazione di un grosso impianto fotovoltaico, della potenza di 4,5 kw e del valore di 47.470 euro, finanziati in parte dal Ministero degli Affari Economici, in parte dalla Società proprietaria del rifugio, e per la restante parte da noi stessi rifugisti. Con l’occasione anche l’impianto elettrico è stato rifatto, per metterlo a norma di legge. Per proteggere l’impianto fotovoltaico e le persone eventualmente presenti nel rifugio dal rischio di fulminazione sono stati eseguiti diversi interventi. Purtroppo alcuni di questi (intervento del 2011 e poi del 2016) risentivano di una progettazione obsoleta e di una realizzazione sciatta, che ha costretto noi rifugisti a richiedere, tramite perizia di un ingegnere specialista nel ramo, un nuovo intervento per l’installazione di un sistema parafulmine adeguato. Questo è stato finalmente realizzato nel 2018, interamente finanziato da noi rifugisti e con parziale recupero in 10 anni della somma messa a disposizione.

L’estate 2021 vedrà la realizzazione di parecchi altri interventi (rifacimento / certificazione delle canne fumarie, miglioramento della fognatura, sostituzione dei lucernari sul tetto, posa di perline di legno nelle camere, e altri) grazie ad un finanziamento all’80 % di Regione Lombardia, ad un intervento economico Sel per il restante 20% della spesa, e al lavoro gratuito di Amos.