Foto panoramica immersiva navigabile del rifugio Grassi
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IL RIFUGIO E’ APERTO TUTTO L’ANNO NEI FINE SETTIMANA, ED INOLTRE TUTTI I GIORNI DURANTE L’ESTATE.

Al rifugio i cellulari hanno poco campo: funziona abbastanza bene Tim, un po’ Vodafone e Poste Mobile, quasi per nulla Wind e La3. Per telefonare bisogna posizionarsi all’aperto, sui tavoli di fronte al rifugio.

Il rifugio Grassi (di proprietà della SEL di Lecco) si trova di per sè in una posizione felice, in una conca esposta a sud, questo fa sì che anche d’ inverno, nelle giornate serene e senza vento, si possa stare comodamente seduti davanti al rifugio ad abbronzarsi e godere del tepore e della tranquillità.
Il rifugio è dotato di acqua corrente tutto l’anno (salvo gelate impreviste e inverni particolari…), di un bagno interno e di un piccolo impianto fotovoltaico che consente di illuminare tutte le camere e le due sale da pranzo. Durante l’estate siamo in grado di offrire agli ospiti un servizio di doccia calda e un bagno aggiuntivo esterno. Le camere sono semplici e confortevoli, disponiamo di quattro camerette (dotate di piumini per l’inverno) e una camerata comune (con coperte di lana). Sui letti ci sono il lenzuolo da sotto e la federa (non vengono cambiate ad ogni uso), e le coperte di lana o il piumino pesante. Si consiglia l’uso del sacco lenzuolo. In rifugio sono disponibili le pantofole per gli ospiti.

 

UN PO’ DI STORIA…

Il rifugio Grassi ha compiuto 90 anni il 31 luglio 2011. La sua prima inaugurazione risale infatti al 31 luglio 1921. La costruzione originaria (molto simile a quella attuale!) era un edificio di 60 metri quadri, costruito in ricordo dei soci SEL caduti durante la Grande Guerra. L’inaugurazione fu festeggiata da svariate autorità, e per l’occasione le ferrovie concessero sconti speciali sulle linee di Milano, Bergamo, Sondrio per il viaggio verso Lecco. Il rifugio fu distrutto il 19 ottobre 1944, durante un rastrellamento tedesco. In quell’anno tutte le baite, rifugi e alpeggi della zona vennero distrutti e incendiati per sottrarre ai partigiani le loro basi d’appoggio. La grassi fu subito ricostruita (tra il 1945 e il 1946), e la struttura, da allora, è rimasta quasi identica (salvo qualche ampliamento).

 

COMFORT DEL RIFUGIO: LA “STUFA A RAZZO”

Nel piovoso autunno 2012 abbiamo impiegato il tempo costruendo in rifugio una nuova stufa: è un “mostro” di dimensioni ragguardevoli (circa 2 metri di lunghezza e 1,80 di altezza!) che occupa buona parte della saletta (la più piccola delle due sale da pranzo), che in questo modo diventa all’occasione un bel locale asciugatura, dove stendere giacche bagnate e far asciugare gli scarponi. Il “mostro” inoltre, una volta in temperatura, cede calore lentamente, riscaldando (moderatamente) le camere da letto soprastanti.
Si tratta di una stufa di concezione innovativa, autocostruita con materiali poveri e facilmente riciclabili: argilla, paglia, sabbia, sassi, mattoni refrattari e due bidoni in lamiera da 200 litri del tipo comunemente usato per l’ olio.
In una “comune” stufa la camera di combustione funziona anche da scambiatore di calore, e i fumi (che non possono in genere essere raffreddati sotto i 250-300 c°) riscaldano una canna fumaria con caratteristiche ben definite e innescano una depressione (il tiraggio) che estrae i fumi stessi dalla stufa.
La “rocket stove” o stufa a razzo, invece, parte dal concetto di bruciare la legna in una camera di combustione molto isolata, in maniera da sviluppare un’ alta temperatura (1000 gradi centigradi o più) questo fa sì che la combustione sia completa e pulita, cioè senza incombusti (fuliggine) e di conseguenza i fumi possono essere raffreddati fino a 50°C.
Altra caratteristica fondamentale della stufa a razzo è il sistema di espulsione dei fumi, realizzato mediante un “camino” interno alla stufa di fattura particolare, alto circa un metro e con isolamento termico elevato. Questo camino genera alla sua uscita una pressione che spinge i gas caldi nel condotto di scarico. Sulla scorta di questi due fattori si possono raffreddare i fumi fino a 50 c°. Lo scambiatore è una panca in argilla percorsa dal condotto di scarico dei fumi e la cui massa elevata accumula calore per cederlo lentamente. Ovviamete tutto il calore che non viene scaricato coi fumi rimane in ambiente. Non si hanno problemi di tiraggio dato che i fumi, grazie al camino interno isolato, vengono “premuti” nella canna fumaria la quale può viaggiare in orizzontale per diversi metri; non ci sono nemmeno problemi di imbrattamento poichè i fumi non recano incombusti; l’unico accorgimento da adottare è quello di avere la canna fumaria ermetica e con le opportune pendenze e drenaggi per scaricare la condensa che si produce per effetto della bassa temperatura dei fumi. Il consumo di legna è di circa 15 kg al giorno una volta calda (e con le temperature rigide della Grassi!)
Chiaramente oltre ai pregi, quali rendimento elevato, combustione pulita, basso consumo di legna, calore diffuso per irraggiamento, grande volano termico, ci sono i difetti: peso e dimensione elevati e lungo tempo di messa a regime. La nostra stufa, che pesa circa 600 kg, nei periodi freddi impiega 6 ore per “scaldare bene”, e più la stufa è grossa più il tempo aumenta.
Questa è solo una breve esposizione delle particolarità della stufa a razzo, chi volesse approfondire può andare sul sito www.rocketstoves.com dove è anche possibile scaricare un ottimo manuale costruttivo (in inglese) ad un prezzo popolare.
Anche su youtube inserendo “rocket stove” si trovano parecchi video.
Buon divertimento a tutti i costruttori…. ANNA e AMOS